CENNI STORICI
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Negli archivi parrocchiali del paese di Isola della Scala sono conservate le documentazioni che permettono di risalire alla consistenza patrimoniale della parrocchia stessa sin dal XV secolo.

Il più antico manoscritto che riguarda, tra le altre cose, anche la "Pila dell'Abate" risale al 1642 ed è una polizza d'estimo (conservata presso l'archivio di Stato) riguardante i beni posseduti dalla parrocchia di Isola della Scala. Tra i beni immobili figura anche la possessione di "quattro ruote di mulino, due sul Piganzo e due sulla Giarella…" che fruttavano, al tempo, 80 ducati annui.
Un inventario dettagliato dei beni mobili e immobili della parrocchia di Isola della Scala risale al 1706 e fu redatta da Don Vinari ed in essa si cita "vi era una casa…. Et un brollo con poche viti morari ed altri arboi circondata parte dalla muraglia e parte dall'acqua del mulino della chiesa….; una casetta d'abitazione del molinaro ed il molino sul Piganzo il quale rendeva in altro tempo, mentre il fiume era scavato et aggiustato il molino, 50 sacchi di maladura al mese, et ora ne rende uno e mezzo o due circa…".
Nel 1723 si dichiara che le rendite del mulino del Piganzo e della Giarella vengono interamente assorbite dalle spese di restauro.
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Quella delle spese di restauro (assolutamente necessarie per i mulini) è una lamentela ricorrente nelle relazioni dei parroci della parrocchia di Isola della Scala, che inoltre lamentavano, per la pila sul Piganzo una continua ruberia di acqua "….chi per far risare, chi per adaguar prati… così che per difendere i diritti del mulino bisognava continuamente litigare e fare spese…".

Il cosiddetto "mulino dell'abate" cessò di appartenere alla parrocchia nel 1933 quando fu venduto al Sig. Bonfante Pietro.
Il Sig. Bonfante adottò tutte quelle misure necessarie a far rendere il mulino, ristrutturando in parte l'edificio e riportando al massimo della funzionalità i vecchi macchinari in esso contenuti.
Fra i macchinari ancora oggi funzionanti e ben visibili spiccano le eliche.
Nel 1980 l'attività di lavorazione riso e derivata venne cessata per la scomparsa Sig. Bonfante e gli eredi, non potendo continuare in questa lavorazione, chiusero il mulino.
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